“iTunes U”: i podcast delle scuole e delle università
Insieme ad iTunes Plus che fornisce brani privi delle protezioni DRM e di maggiore qualità, Apple ha annunciato oggi il lancio di un’area dedicata a scuole e università davvero imperdibile.
Si tratta di iTunes U, sezione raggiungibile dal menù di iTunes che raccoglie i contenuti dei college più famosi d’America come Stanford, il MIT, Berkeley e il tristemente noto Virginia Tech, balzato agli onori della cronaca per la sparatoria del 16 aprile, costata la vita a oltre 30 studenti. Nell’elenco di iTunes U mancano ancora le scuole e le università italiane, sempre in ritardo con le innovazioni tecnologiche.. (come al solito, ci facciamo riconoscere).
I contenuti audio e video forniti sono gratuiti e a dir poco eccellenti, e spaziano dalle lezioni dei corsi (anche di lingue!) alle dimostrazioni in laboratorio e a bellissimi tour dei campus. Possono essere scaricati su un iPod e ascoltati o guardati in movimento e in qualsiasi momento esattamente come qualunque video o brano musicale.
L’iTunes Store resta il catalogo audio-video più grande del mondo, con oltre 5 milioni di canzoni, più di 350 show televisivi e oltre 500 film. Fino ad ora, ha venduto a prezzi davvero competitivi (meno di 1 euro a brano e meno di 10 euro per album) più di 2 miliardi e mezzo di canzoni, di 50 milioni di spettacoli TV e oltre 2 milioni di film. Per saperne di più sulle tantissime risorse didattiche di cui dispone iTunes, basta cliccare qui o visitare il bel sito in inglese pubblicato da Apple.com.
Per quanto apprezzabile l’impegno di alcune università italiane nel cominciare perlomeno a pensare a una possibile fruizione dei contenuti didattici attraverso l’ottimo strumento del podcast, detesto rendermi conto che la strada dell’istruzione verso il progresso è ancora lunghissima e piena di ostacoli da parte di burocrati, dirigenti e (purtroppo) docenti che dell’insegnamento del XXI secolo e delle moderne strategie didattiche con cui andare incontro ai ragazzi del 2000 sempre più comprensibilmente disinteressati e svogliati, sembrano proprio non voler capire nulla… Peccato…











