Con una foto così, c’è poco da fare: la prima cosa che ti viene in mente è di mandare al diavolo i ridicoli oboli di busta paga che passa lo stato, di comprarlo all’istante e di coccolarsi fingendo che questa meraviglia non costi molto di più del nostro stipendio…
…e c’è anche il video, tanto per continuare a soffrire…
Ai quotidiani navigatori di Internet questo trucchetto è più che noto. Quella che vedete non è una foto ritoccata con la cancellazione delle due “oo” del logo di Google fatta col Paint di Windows, ma una piccola magia per stupire qualche “meno addetto ai lavori”
la magia
si poggiano le dita della mano sulle due “oo” del logo e dopo 5 secondi le due saranno scomparse contiamo altri 5 secondi e le due “oo” sorprendentemente saranno ricomparse un’altra volta
il trucco
la pagina di Google a cui ci si collega in realtà è un clone e non c’entra nulla con google.com: è infatti http://darkartsmedia.com/Google.html, completamente identica tanto di ingannare chiunque, e di solito chi è poco pratico di pc guarda la pagina e non l’URL riportato sulla barra degli indirizzi;
perché il trucco riesca bene, con una mano o due dita copriamo le due “oo” e con l’altra spostiamo il mouse in qualunque altra parte della pagina cliccandolo sul tasto sinistro, perché è quel click che aziona il meccanismo “magico”: disattiveremo quindi con un click le due “oo” e con un altro click le faremo sorprendentemente riapparire di fronte all’ “oooooooh” di stupore dei nostri amici.
GoogleFight è un curioso passatempo che propone una singolare sfida virtuale: si scelgono i “contendenti”, cioè due voci di competizione, e si avvia la sfida. Al termine compare un grafico con chi ha vinto per numero di pagine indicizzate da Google.
La piccola e originale applicazione riporta anche i “classics“, una tabella con le sfide più gettonate, quelle più divertenti (funny), le ultime 20 sfide proposte dagli utenti e le sfide del mese. Io ho provato con le voci Macbook Air e Macbook Pro, e il singolare esito è stato incredibile: un pareggio superato solo di pochissimo dall’Air
Coloring Planet è un sito che offre tanti disegni pronti da colorare e scaricabili in .pdf. I template sono tutti gratuiti e divisi in tantissime categorie e sottocategorie. I disegni forniti richiamano diversi stili, compreso quello tipico delle clipart.
Una risorsa utile soprattutto per la scuola primaria e per i piccoli alunni disabili che notoriamente (almeno i miei si) adorano matite e pennarelli colorati
Semmai il layout della homepage di Google dovesse graficamente apparirvi ancora più minimale di com’è adesso, in futuro, allora probabilmente starete parlando con …Google Brain
Cryx, al secolo Cristiano Corsani, classe 1969, ingegnere informatico, sogna da sempre di lavorare come cartoonist. Dallo stile eclettico e scanzonato, i fumetti di Cryx non sono seriali, ma trattano temi diversi: quadretti di vita familiare con bimbi e animali domestici, zingarate col camper, disavventure con l’adorata tavola da surf.
La tecnologia, che pur compare poco, è ritratta davvero in modo esilarante e in tutte le sue più comiche contraddizioni con vignette davvero ben disegnate e molto espressive. Cryx pubblica i suoi lavori su WindNews e Nuvole Elettriche, oltre che sul suo blog.
Per ApogeOnline ha prodotto 4 belle strisce da non perdere. Le trovate qui.
Quello che vedete nella foto è il passaggio di Mosè e del suo popolo tra le acque del Mar Rosso. No, non state sognando, sono proprio loro.. ..ricostruiti da un gruppo geniale di folli con Google Earth.
Alle stranezze creative dei tanti appassionati di tecnologia e di grafica si è ormai abituati, ma questa le batte tutte. Ad una mostra allestita presso la Miami Art Fair, un gruppo di artisti australiani facenti parte della Glue Society ha voluto riprodurre il più realisticamente possibile 4 importantissimi avvenimenti del lontano passato tratti dalla Bibbia usando gli stessi scatti che oggi ci danno i satelliti di Google, noti anche in un post di questo blog per aver immortalato scene davvero curiose – imperdibile questa corsa degli elefanti scattata in Africa. Gli eventi ricostruiti davvero alla perfezione sono oltre lo spettacolare passaggio di Mosé, anche:
I 4 pannelli del progetto “God’s Eye View” proposti alla mostra, dato l’enorme successo riscosso in tutto il mondo, verranno presto arricchito da altre magnifiche e sorprendenti scene tratte dalla Bibbia e fedelmente ricostruite come se a quei tempi il formidabile Google Earth ci fosse stato davvero.
Chi non ha mai giocato con le “costruzioni” da piccolo alzi la mano! La storia dei Lego, che oggi compiono la bellezza di 50 anni, è in fondo un po’ la nostra storia perché mattoni e personaggi dalle buffe testine gialle ci hanno accompagnato sempre, come sempre sono stati al passo con i tempi. I miei sono conservati in una vecchia scatola di legno dello Stock, liquore che andava molto negli anni ‘70 e ‘80, e che mio papà aveva spesso in regalo da qualche cliente. Il rumore di quella scatolona è tra i più cari che conservo, ormai da più di 30 anni. Con uno dei consueti originali loghi celebrativi, oggi Google ci ricorda questo specialissimo compleanno che appartiene un po’ a tutti noi.
I mattoncini più famosi del mondo nacquero dalla fantasia e dalla abilità di un falegname danese, Ole Kirk Christansen, nel 1932. Per affrontare la Grande Depressione del 1929, convertì la sua fabbrica di mobili in una piccola azienda di giocattoli in legno che chiamò Lego, dalla combinazione di due parole danesi «LEg GOdt» cioè “gioca bene”. Verso la fine degli anni ‘40, Christiansen passò dal legno alla plastica e iniziò la produzione industriale dei primi mattoncini che vennero definitivamente perfezionati fino ad acquisire, il 28 gennaio del 1958, la forma attuale.
Quella fantastica scatola piena di mattoncini colorati unì tutti i bambini del mondo fino agli inizi degli anni ’80, consentendoci di volare alti con l’immaginazione e di costruire forme originali e di dar libero sfogo alla nostra fantasia. I Lego erano tra i primi tre regali più desiderati, con la bicicletta e il pallone di cuoio, e ogni regalo di Natale o compleanno prevedeva tra i pacchi quello delle “costruzioni”. Con gli anni ’90 e l’arrivo dei videogames e del muro dei mattoncini virtuale da abbattere con una pallina, i Lego andarono in crisi e caddero sotto i colpi dei novelli joystick. Ma l’azienda danese rialzò la testa adattandosi all’evoluzione tecnologica e al mondo che cambiava.
Oggi la Lego è ancora in sella trasformando i mattoncini stessi in videogame e continuando a meravigliare con i Lego Studios di creazione di modelli in 3D e con i Legoland, strabilianti parchi di divertimento in varie città americane ed europee dove sorgono perfette ricostruzioni dei luoghi e monumenti più famosi del mondo tutti costruiti con i mattoncini.
La Lego produce 9 miliardi di costruzioni all’anno e ogni abitante della Terra possiede in media 62 mattoncini. I personaggi Lego che popolano la Terra sono 4 miliardi e qualcuno ha conteggiato che con 6 mattoncini si possono ottenere oltre 915 milioni di combinazioni, mentre unendo uno sull’altro 40 miliardi di mattoncini, si potrebbe raggiungere addirittura la Luna. Il mondo fantastico di questa storia lunga mezzo secolo continua infine anche nell’originale creazione di un appassionato che, come segnala Toysblog, con quegli storici mattoncini è riuscito perfino a riprodurre la sigla di uno dei più celebri e longevi corti animati di tutti i tempi: i Simpson. Guardare per credere…
Yad Vashem, l’ente nazionale per la memoria della Shoah, è stato istituito nel 1953 con un atto del Parlamento israeliano. Ha il compito di documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante il periodo della Shoah, preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime per mezzo dei suoi archivi, della biblioteca, della scuola e dei musei. Ha inoltre il compito di ricordare i Giusti tra le Nazioni, che rischiarono le loro vite per aiutare gli ebrei durante la Shoah, come Schindler.
Il sito dispone di sezioni in tante lingue, compreso l’italiano, con una pagina di risorse per la scuola e un’ottima e ricca cronologia degli avvenimenti. Quella che segue è una piccola guida di siti utili che ho raccolto negli anni per le nostre lezioni sulla Shoah in prospettiva linguistica straniera e interdisciplinare:
xkcd – scritto con le minuscole, l’autore ci tiene – è il nome di una serie di originali webcomics dedicati alle tecnologie informatiche ma non solo. Ideate da Randall Munroe, che ha lavorato tra l’altro anche come imprenditore per la NASA, il fumetto presenta originali disegni a stick figure, personaggi minimali molto espressivi nonostante siano semplicemente formati da quattro righe, una per arto, una centrale per il corpo e un cerchietto per la testa.