History
November 5, 2008Quando all’università arrivò il momento di scegliere gli esami di specializzazione che mi avrebbero condotto alla laurea in lingue e letterature straniere, non ebbi dubbi sulla Storia e Letteratura Americana. Né ne ebbi quando, da laureanda, arrivò il momento di dare una definitiva scossa ai miei studi prima del grande giorno della consegna della pergamena, andando all’estero a perfezionare il mio inglese: Stati Uniti, 3 mesi bellissimi in pieno autunno/inverno e tutti d’un fiato tra il Massachusetts, il New Hampshire e lo stupendo Maine.
La parte più bella del mio lavoro non è solo insegnare la lingua più utile del mondo, ma soprattutto quella di raccontarne la storia, cosa e chi l’ha incorniciata, quello che ho visto di qua e di là dell’Atlantico, quello che ho sempre amato studiare, quello che è necessario sapere per ripetere o per non ripetere gli errori.
Oggi è stata scritta un’altra indimenticabile pagina di Storia a stelle-e-strisce: che se ne condividano o meno il programma elettorale e le idee di fondo, Barack Obama sarà il primo Presidente degli Stati Uniti di colore.
Invece che saltar sul suo carro vittorioso concedendo fiumi di interviste e primi piani in tutti i salotti televisivi facendo coincidere per convenienza qualcosa che non affonda affatto le sue radici nella nostra storia politica nazionale, mi piacerebbe che tanti nostri leader riscopertisi pro-americani scegliessero almeno oggi di chiudere piuttosto gli occhi per rivedere l’America di 200 anni fa, di 100 anni fa, di 50 anni fa, e ammettere quanto sia vero che ogni volta, in ogni sua pagina, anche la più tragica, questa grande nazione sappia mettersi in gioco, individuare gli errori, ammetterli, combattere per cancellarli, come fecero il grande Lincoln, John Brown, Rosa Parks e Martin Luther King, come ha fatto perfino in questi mesi il KKK. Litigare per sostenere la propria verità e cambiare.
Avrebbero dovuto interrogarsi anche i nostri presenzialisti televisivi quando quelle stelle-e-strisce le hanno miseramente bruciate nelle piazze trasformando noi insegnanti di civiltà americana quasi in forzati difensori d’ufficio contro una massa di giovanissimi studenti che della Storia americana sembravano non conoscere nient’altro che le cose più negative dimenticandosi dei tanti cortei di americani che volevano un Paese diverso. Avrebbero dovuto, i presenzialisti, avere anche allora fiducia e ricordarsi della sua Storia per intero. Io me ne sono sempre ricordata, e di questa giornata ne sono più fiera di tanti altri.
Congratulazioni, Mr President, e buon lavoro.
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- il discorso di Barack Obama (video con testo a fronte, New York Times.com)
- il set di bellissime vignette comparse in queste ore sui giornali americani che omaggiano il futuro Presidente e che ho raccolto su Flickr

Posted by anna










