E così, zitto zitto, Steve Jobs ci ha regalato un iPhone e un iPod Touch (unico iPod dotato del preziosissimo wireless) raddoppiati nella capacità di archiviazione. Il Touch è proposto a un sovrapprezzo decisamente onesto: il doppio dello spazio con meno di 100 euro di differenza rispetto al costo del precedente modello da 8.
La gamma quindi va a costituirsi di 32 GB a 459€, 16 GB a 369€ e 8 GB a 279€. Quasi quasi…
Non bisogna poi andar tanto lontano per trovare pubblicità della Apple davvero geniali: questa è quella diiStuff, negozio di articoli della Mela con sedi a Milano, Roma e Riccione, pubblicità scelta per reclamizzare delle simpatiche custodie per “iPoddini Nani” a forma di tenerissimi biscottini
Da qualche tempo il celebre sito iLounge dedicato al mondo della Mela e soprattutto agli iPod ha messo a disposizione una guida gratuita (in inglese) davvero completa e piena di foto pensata come un booklet per orientarsi nel vastissimo mondo degli accessori. Quest’anno però il sito ha veramente fatto le cose in grande, includendo fra le altre cose:
più di 20 anteprime esclusive su custodie, dockstations, e altro;
una guida completa a tutti gli iPod anche di vecchia generazione, e alla Apple TV;
una breve storia dell’iPod senza dimenticare un’occhiata ai panorami futuri;
La guida è fornita sia in .pdf che in un formato adatto a schermi come quello dell’iPod.
Una delle più sensazionali campagne pubblicitarie della Apple - tutte sempre molto belle e originali - fu quella degli anni ‘90 che incoraggiava il pubblico a pensare diversamente e a differenziarsi dagli altri: il celebre“Think Different.” I poster bellissimi così come gli spot pubblicitari televisivi non reclamizzavano solo un’altra azienda informatica, ma intendevano spingere ad un cambiamento totale del panorama tecnologico di quegli anni. Uno degli spot, intitolato “To the Crazy Ones” - bellissimo davvero - ritraeva celebri figure come Einstein o Lennon assieme a tante altre accumunate dall’aver cambiato la Storia (questo blog se n’è già occupato in vari post: digita “Think Different” nel box “cerca”).
Nelle ultime settimane, su Internet s’è cominciata a diffondere una rivisitazione di quel video indimenticabile. E’ creata da fan della Mela ed è tutta basata sullo splendido testo, altro punto di forza dell’ad originale. Il remake è visivamente formidabile tanto da sembrar creato dalla Apple stessa. Segno che anche se la campagna Think Different è ormai finita da 5 anni, il suo tema di fondo, il suo messaggio e la sua forza è ancora tanto tanto efficace:
Con una foto così, c’è poco da fare: la prima cosa che ti viene in mente è di mandare al diavolo i ridicoli oboli di busta paga che passa lo stato, di comprarlo all’istante e di coccolarsi fingendo che questa meraviglia non costi molto di più del nostro stipendio…
…e c’è anche il video, tanto per continuare a soffrire…
Trucchetto ormai noto agli esperti, ma che è meglio appuntarsi da qualche parte:
il widget dell’orologio di Leopard, che praticamente sta lì senza alcun’altra funzione che quella di visualizzare l’ora, nasconde in realtà un piccolo trucchetto divertente svelato da molti blog (a partire da Tuaw): se provate a cliccarci su e a settare altre time zones, le lancettine cominceranno a muoversi sullo sfondo che cambierà da nero a bianco a seconda della zona del fuso orario scelto Provare per credere…
Il grafico proposto da una ricerca americana sulla “customer satisfaction” degli utenti Mac e degli utilizzatori di Windows Vista praticamente parla da sé.
Un incredibile 81% di utenti che hanno acquistato un Mac negli ultimi 3 mesi si è dichiarato “molto soddisfatto” del sistema operativo Leopard. Un 81% che chiaramente surclassa il 27% di acquirenti di PC con Vista Home Premium preinstallato e ancor più il bassissimo 15% di coloro che hanno comprato un PC meno potente fornito con Vista Home Basic. Secondo la ricerca, inoltre, “l’altissima soddisfazione degli acquirenti di Leopard ha inevitabilmente un grande impatto diretto sulle intenzioni d’acquisto degli utenti. Più di 1 intervistato su 4 (26%) ha infatti dichiarato che Leopard li spinge all’acquisto di un computer Apple in un prossimo futuro.”
L’insoddisfazione verso Vista, al contrario, è a crescita esponenziale tanto che il sito InfoWorld ha lanciato una petizione diretta alla Microsoft perché continui a vendere Windows XP anche oltre la fatidica data del 30 giugno 2008, giorno in cui XP non sarà più aggiornato e quindi uscirà definitivamente di scena. “Milioni di utenti si sono sempre trovati bene con XP e non vedono la necessità di passare a Vista”, ha dichiarato Galen Gruman, Executive Editor di InfoWorld. “E’ un po’ come avere un appartamento comodo in cui ti sei sempre trovato bene, e ricevere un’ingiunzione di sfratto.”
Moltissimi utenti Windows concordano con Gruman tanto da apporre nella prima ora d’apertura della petizione ben 4.500 firme e ad oggi, a soli 5 giorni dal lancio del sito, oltre 40,000 firme a sostegno di XP.
Apple ha rilasciato in questi giorni un nuovo originale ad della ormai celebre serie “Get a Mac“. PC si arrampica su una scala verso l’enorme banner “Leopard is better and faster than Vista - The Wall Street Journal” (con chiaro riferimento all’articolo di Mossberg uscito nell’ottobre scorso che lodava i Mac e bocciava i nuovi sistemi Microsoft). PC fissa un cartello con un NO alla fine della citazione e invita poi Mac ad aiutarlo portando un’altra scala perché ha intenzione di girare per tutto il web alla ricerca di banner uguali per poter correggerli in tutto Internet.
L’originale banner è costantemente presente sulla homepage del New York Times. Eccolo qui:
Certo, appena lo si guarda l’”oooooooooh” di stupore corale c’è di fronte alle incredibili dimensioni e al suo peso piuma. Ma leggendone le specifiche i detrattori cominciano a diventare tanti, e prevalentemente concentrati nella categoria dei Mac-geeks, cioè dei patiti della Mela da sempre.
I pro rilevati sono:
spessore incredibilmente sottile, meno di 2 cm complessivi di altezza
peso piuma, 1,36 kg
retroilluminazione a LED per il display wide da 13,3”
processore Intel Core 2 Duo miniaturizzato del 60% rispetto a quello standard
sensore di luminosità ambientale per regolare l’intensità della retroilluminazione della tastiera oltre che del display
5 ore di autonomia senza cavo
trackpad gigante con tecnologia multitouch come nell’iPod e dell’iPhone
nella sua tastiera di dimensioni standard
Poi i detrattori cominciano a rilevarne i difetti: sorprendentemente non c’è un drive per cd e dvd, le porte sono solo 3: 1 USB 2.0, 1 mini-DVI e 1 connettore audio out (e non in), l’audio è mono e non stereo, manca una porta RJ-45 e una scheda Ethernet per le connessioni di rete, per cui per le connessioni si è completamente dipendenti dal Wireless e dal Bluetooth (qui 2.1), l’hardware offerto comprende “solo” 2GB di memoria a 667MHz e un hard disk piccoletto da 80GB a 4200rpm (un po’ meno veloce perfino del MacMini, modello entry level della Apple).
Insomma, alla fine i contro sono più dei pro, considerato anche il prezzo definito un po’ esagerato che si attesta sui 1.799 dollari, e il resto che ci si rimetterebbe nell’acquistare un cd/dvd esterno creato appositamente per il MacBook Air (e tra l’altro funzionante SOLO con il MacBook Air), il SuperDrive proposto a 99$, e vari adattatori come l’USB Ethernet e un micro-DVI/S-Video dal prezzo attorno ai 40-50$ cadauno. Anche il colore della tastiera proposta, lontano dal classico silver degli altri Macbook, lascia un po’ con l’amaro in bocca… Eppure…. mi attesterò anche sul livello della fascia di utenti medi, sarò anche meno competente, ma chissà perché penso e sono sempre più convinta che chi cerca quel di più che il MacBook Air non fornisce, sia completamente fuori strada e abbia dimenticato il reale significato di questo nuovo concept.
Andando sul veramente pratico ed esaminando quali sono le reali esigenze informatiche in un mondo professionale come il mio, accademico e scolastico, rilevo alcune cose:
nelle presentazioni o nell’esame di qualche file di testo uso file già presenti sul mio hard disk e non porto certo con me cd o dvd, perché a quello ci pensano le più comode e leggere penne USB, ormai arrivate a contenere oltre 4 GB di dati, e l’USB nel MacBook Air c’è, e se ho proprio bisogno di installare un software, lo trovo online;
se ho l’esigenza di connettermi a Internet per controllare qualche dato o approfondire qualche mia lezione, e se faccio tutto questo nelle aule, non potrò mai avere a disposizione la connessione in Ethernet semplicemente perché le aule delle scuole italiane non offrono niente del genere (nella stragrande maggioranza delle aule, a stento c’è una presa elettrica che funziona), anzi: essendo ormai tutte le scuole dotate di laboratori informatici con pc collegati in rete e quindi connessi a Internet con Fastweb o altre flat ad altà velocità, potrò utilizzare l’appoggio wireless, e il MacBook Air il wifi ce l’ha;
se vado a scuola con pile di libri, ciò che desidererei più di tutto è poter contare anche sul portatile senza però dovermi sobbarcare un altro peso… e poi come la mettiamo con le borse da lavoro? dove lo si trova lo spazio per un notebook? il MacBook Air ha due vantaggi importantissimi: il peso piuma e le dimensioni compatte, due cose che lo rendono assolutamente in grado di condividere lo spazio nelle nostre cartelle da lavoro assieme a libri e fotocopie senza necessità di una borsa in più o di alimentatori pesanti e voluminosi (che con una resa di diverse ore di autonomia, come quelle del MacBook Air, per quelle 5 ore di lezione possono anche risultare superflui);
e ancora, …immaginiamo un convegno, un corso di aggiornamento, una conferenza, trasferte probabili e frequenti nella vita di uno studioso, di un insegnante o di un accademico; e immaginiamo i luoghi che di norma costellano i viaggi di lavoro: un albergo (ormai tutti sono dotati di wireless e non certo di prese Ethernet), un treno, un’auto, e giù borse e libri e fascicoli da trascinarci dietro. Sarebbe davvero necessario un notebook più potente (e pesante) solo per svolgere compiti di rito in trasferte come queste quali prendere appunti (spesso su sedie scomode che ci forzano a tenere il pc sulle ginocchia…), collegarci a Internet, inviare file via email, comunicare con qualcuno via Skype, e tenerci aggiornati con news e tg ormai completissimi anche nella loro versione online?
e infine il prezzo: la comodità e il concept nuovo costano, ma forse ci siamo scordati quanto costavano i notebook una volta e quanto sono più accessibili adesso. 1500 dollari sarebbe stato più ragionevole, ma 200 euro è il prezzo di un iPod, di un cellulare, di una buona stampante. Pensiamoci e diamo un’occhiata al nostro iPod, al nostro cellulare e alla nostra buona stampante prima di dire che non li spenderemmo volentieri…
Quello di Jobs è un concept di un’innovazione straordinaria che guarda il mondo in prospettiva pratica e senza fili. Il tempo, sono certa, gli darà ragione.
La splendida diretta fornita da tantissimi blog italiani e stranieri - un umile e modestissimo grazie, a proposito, da parte di una comune utente come me - ha regalato davvero tante belle notizie a chi segue con interesse e curiosità i progressi della Apple. Mi sono sintonizzata in particolare su Macrumors, che fra commenti e istantanee velocissime in diretta da San Francisco, dava una efficace anteprima di tutte le nuove idee di Steve Jobs. E di idee ce ne sono.
Il Macworld è partito con un enorme schermata nera in cui campeggiava un “grazie” - a cui come nuova cliente ho idealmente risposto un “prego” :)). Un grazie a tutti coloro che hanno dato tanta fiducia alla Apple in quest’ultimo anno, cosa che ha fatto schizzare in alto le vendite come non mai: 2 milioni di licenze per Leopard nelle prime 2 settimane di vita, 5 milioni dopo soli 3 mesi dal lancio, 4 miliardi di brani acquistati su iTunes con un record di 20 milioni di canzoni vendute solo nel giorno di Natale, 4 milioni di iPhone venduti nei primi 200 giorni con una media giornaliera di 20.000 pezzi e un marketshare in USA pari alle vendite dei cellulari Nokia, Motorola e Palm messi insieme. Un trionfo.
Tra le novità presentate:
iPod Touch e iPhone con un firmware riveduto e corretto, completo di nuovi widget quali Mail, Maps, Stocks, Weather e Notes - purtroppo a pagamento per chi ha già un Touch…. - e con la possibilità di creare webclip e personalizzare maggiormente la navigazione wifi;
iTunes Movie Rentals: l’iTunes Store mette d’ora in poi a disposizione il noleggio dei film, servizio per ora possibile solo negli Stati Uniti
presentato il nuovo Time Capsule, una specie di Airport Extreme di seconda generazione e insieme hard disk esterno, in grado di agire con Time Machine per il backup via wireless di tutto quanto succede su uno o più Mac
aggiornamento di Apple TV: sarà in grado ora di supportare l’alta definizione e di scaricare film da iTunes Movie Rentals senza bisogno di un computer; anche l’interfaccia del software viene semplificata e rinnovata
gioiellino di punta del MacWorld: l’attesissimo MacBook Air, il notebook più sottile del mondo, un nuovo ultraportatile di 13,3” che reinventa completamente il concept design legato ai notebook. Se ne parlerà tanto nei prossimi giorni.