Il mondo può essere rappresentato davvero in tanti modi originali e diversi, ed eccone un esempio davvero spettacolare: Country Codes of the World.
Si tratta di un bellissimo planisfero che visualizza tutti i 245 “Country Codes”, cioè i domini nazionali - noti anche come “ccTLDs” - con i quali riconosciamo uno stato su Internet dall’indirizzo http di un sito (.it per l’Italia, .uk per il Regno Unito, .us per gli Stati Uniti, e così via: qui un’ottima lista completa). Rispetto alla dozzina di sigle finali come .com, .org o .edu, che designano siti specifici nell’ambito dell’istruzione o ad esempio del commercio senza rendere possibile l’immediata localizzazione geografica, i ccTLDs sono ovviamente più precisi e coprono tutti i Paesi facenti parte delle Nazioni Unite e altre isole e territori.
Il planisfero, ideato da John Yunker, è un originale progetto di visualizzazione dei dati che presenta i vari codici con la loro esatta collocazione geografica e la grandezza dei caratteri in base alla relativa popolazione di ogni territorio: la Cina e l’India sovrastano il resto del mondo con i loro enormi “cn” e “in”, e c’è da notare che Yunker ha dovuto perfino ridimensionarli per inserirli nella mappa!; i caratteri più piccoli si riferiscono, per contro, a nazioni con meno di 10 milioni di abitanti complessivi.
Se volete stampare la mappa e proporla in classe, ricordo i link a 2 miei vecchi post su delle utili applicazioni online gratuite che permettono di creare poster di grandi misure partendo da una semplice stampa anche di piccolo formato:
Ancora una pagina storica in questo appassionante testa a testa che condurrà all’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Quest’oggi John McCain ha scelto una donna per la vice-presidenza della Casa Bianca nominando Sarah Palin, abile e stimata governatrice dell’Alaska.
Madre di 5 figli - il più grande un militare prossimo all’impegno in Iraq e il più piccolo di soli 4 mesi affetto dalla sindrome di Down - , antiabortista convinta (ha scelto di tenere il suo bambino benché i test ne avessero diagnosticato la sindrome), la Palin, 44 anni, è la prima donna repubblicana e la prima cittadina dello Stato dell’Alaska a concorrere per la vice-presidenza statunitense.
Bella mossa, John Fino a novembre ne vedremo delle belle.
Che se ne condividano o meno le idee politiche e che riesca o meno a coronare il suo cammino verso la Casa Bianca, quest’oggi il Senatore dell’Illinois Barack Obama segna una tappa importantissima nella storia afro-americana: diventa, infatti, il 1° uomo di colore candidato alla presidenza degli Stati Uniti. E lo diventa non in una giornata qualunque, ma a 45 anni esatti di distanza da uno dei più celebre discorsi mai pronunciati nella Storia, quello di Martin L. King al Lincoln Memorial e noto universalmente come “I Have a Dream“.
Obama, figlio di due giovani studenti universitari (padre nero del Kenya e madre bianca del Kansas separatisi poco dopo), va a buon diritto a prendere il suo posto fra i groundbreakers della Black American History, come Rosa Parks o Jesse Owens, Tiger Woods o Toni Morrison. Il suo discorso d’investitura avrà luogo questa notte a Denver, alle 5 ore italiane, e potremo rivederlo e seguirlo anche su Internet dai siti DNCC, FoxNews, CNNe dal curatissimo speciale preparato dal New York Times con comodi sottotitoli.
Dell’affascinante e durissimo cammino della popolazione di colore su suolo americano, torneremo a parlare nei prossimi giorni con altre utili segnalazioni. Intanto è certo che questa notte è Storia (come riconosciuto anche dall’ottimo avversario in un video di congratulazioni), e che noi abbiamo la possibilità di assistere alla realizzazione di uno dei sogni del Rev. King.
“Becoming Human” è il titolo di una splendida risorsa interattiva curata dall’Institute of Human Origins che traccia la storia della razza umana.
E’ fornita di tantissime sezioni con ampie e dettagliate spiegazioni in un inglese adatto all’ultima classe di scuola superiore e agli studenti e ricercatori universitari, ma comprende pagine adatte anche ad alunni più piccoli con immagini davvero splendide e tools raggiungibili da “Learning Center“, come la ricostruzione del corpo umano o del DNA:
Ogni pagina è fornita con degli ottimi “Teacher’s Kits” e worksheets per gli alunni, per organizzare curatissime unità didattiche. La sezione “Resources” è poi composta da 3 approfondimenti:
un utile glossario
una sezione “Media” con rimandi bibliografici
un’ampia raccolta di weblinks
Il documentario può essere liberamente scaricato sia su pc che su Mac, e lo consiglio davvero a tutti gli appassionati e gli insegnanti di scienze: davvero imperdibile per trarre spunti didattici e per un personale e affascinante approfondimento culturale.
Virtual New York Tour è un sito che propone un modo interessante e completo di esplorare la Grande Mela. Si tratta infatti di un mashup che mette insieme Google Maps e Wikipedia permettendoci di esplorare le zone più storiche della metropoli come fossimo davvero sul posto accompagnati da una guida turistica.
Selezionando uno dei punti di partenza disponibili dal menù laterale, si aprirà una mappa con:
il riquadro di Google Maps completamente navigabile spostando l’omino stilizzato sulle strisce blu o sulle piccole pins color rosso
il riquadro curato da Wikipedia con la descrizione in lingua inglese del luogo visualizzato
un grande pannello centrale che visualizza le foto dei punti via via selezionati in Google Maps
un altro piccolo riquadro con le frecce, per navigare direttamente dalla foto centrale in contemporanea con Google Maps
Virtual New York Tour, che fornisce anche un comodo zoom sotto ogni foto per ammirare le immagini a tutto schermo, comprende al momento più di 15 tour che coprono le mete più importanti della metropoli come Ground Zero (nella foto), Times Square o l’Empire State Building, e regala anche numerose e bellissime pagine molto utili per saperne di più sulla città o cercare nella vastissima mappa dei luoghi precisi:
NYC Guide, con cenni storici, pillole di civiltà, una bella sezione sullo sport, la descrizione delle skylines, un’ottima analisi dei vari quartieri e sezioni su gallerie d’arte, musei e tanto altro
Directory, con oltre 600 luoghi elencati in un pratico menù visualizzabili con un click sul Google Maps integrato e quindi sulla schermata principale del sito fornito di foto navigabile e Wikipedia
Presenti anche le sezioni “Videos” e soprattutto “Articles“, piena di bei testi informativi da proporre in aula (es: “12 reasons to visit NY“). Un sito imperdibile per presentare una della più famose città del mondo in maniera ricca e innovativa, che può fornire spunti per costruire progetti scolastici dedicati anche ad altri luoghi.
Nello splendido stadio Bird’s Nest hanno preso il via lle Olimpiadi forse più discusse e più movimentate di tutti i tempi, quelle in Cina. Con la scelta di esporre nel mio piccolo blog l’adesivo “FreeTibet” per tutta la durata delle Olimpiadi, ecco una serie di links a siti informativi e scolastici prevalentemente in lingua inglese sui tanti aspetti di questa Olimpiade, e principalmente sullo sport, quello pulito e fatto di sacrifici e sudore che spero emerga nelle prossime settimane per cancellare le brutte e spiacevoli pagine di doping di questi giorni:
Siti ufficiali
Olympics.org: il sito ufficiale delle Olimpiadi con una splendida sezione con flash animati riguardante in dettaglio tutte le discipline, anche invernali (ottima anche da proporre durante l’anno in lezioni in lingua inglese o francese riguardanti lo sport)
EBC Olympics, le dirette di Eurovision - decisamente più nitide di quelle della Rai… - con ben 12 telecamere puntate in diretta sui vari centri sportivi e bellissimi links agli Highlights di queste Olimpiadi (links segnalati da Manu- Grazie! :))
Photo Walkabout: Olympic History, bellissima galleria interattiva con foto e musica che racconta le Olimpiadi dal 1896 fino ai giorni nostri
Olympic Express, ricchissima rivista interattiva online con foto, video, articoli corredati da lessico e mappe, davvero molto bella
Olympic Medal Map, una risorsa interattiva del New York Times con la mappatura geografica delle medaglie vinte divise per anno e per nazione (grazie a Larry)
Passing the Torch: an Evolution of Form, sempre dal New York Times com’è cambiata la forma della torcia olimpica attraverso gli anni (grazie a Maestroalberto)
Summer Olympics di FactMonster, sicuramente il sito più completo: storia, cronologia, paraolimpiadi, momenti storici e tanto altro
Go for the Gold , curato da Scholastic.com: indicatissimo per i ragazzi e scritto in maniera davvero semplice, molto ricco di foto, articoli e giochi (come It’s Greek to Me, che sonda le influenze della lingua greca nell’inglese)
Ancient Olympic Cyberhunt, una caccia al tesoro cibernetica per trovare le risposte giuste al quiz seguendo i links (ottima attività da proporre nei laboratori)
Anche Google non manca di darsi da fare. Oltre a regalarci questo bel logo speciale che probabilmente si aggiornerà giorno per giorno (da non perdere la galleria di Atene 2004), mette a disposizione:
una pagina su Google Maps per tenerci aggiornati sul medagliere e visualizzare in tempo reale i risultati delle gare
I “Motivational Posters“, detti anche “Inspirational Posters“, sono delle stampe consistenti in una sola grande foto di solito visualizzata su sfondo nero e che spieghi il messaggio, un titolo anch’esso in grande formato e composto da una sola parola e una descrizione o una citazione a tema scritta in piccolo (ecco un bell’esempio su AllPosters.com o questo davvero particolare fornito da lukeprog.com assieme a molti altri).
Usatissimi nelle scuole e negli uffici per motivare e stimolare ad una riflessione con l’efficacia di un’immagine e di una frase ad effetto, hanno ovviamente preso piede anche su Internet e ne circolano moltissimi anche in veste di esilaranti parodie (ecco il mio vecchio post sui “Demotivational Posters” )
Per creare con pochi click il nostro poster, segnalo due programmi online davvero facili da usare:
Automotivator(nella foto), che mette a disposizione alcune foto con la possibilità anche di usare quelle caricate dal nostro hard disk o incollate dal web
Per entrambi, basta caricare la foto scelta (ad esempio uno sfondo per il desktop o nel caso di Automotivator anche un’immagine tra quelle già proposte dal generatore), inserire il titolo (che possiamo anche colorare per meglio intonarlo alla foto) e poi la frase di commento. Semplicemente. Su Motivateus.com c’è perfino una lista di citazioni e frasi in lingua inglese utili per qualche ispirazione e divise in categorie: questa la lista riservata agli insegnanti. Per stamparlo in versione gigante, poi, consiglio di dare un’occhiata ad un altro mio vecchio post che suggerisce 3 ottime applicazioni online.
La sezione Education della BBC Scotland online offre un tool davvero imperdibile per tutti coloro che studiano l’appassionante e drammatica storia dei diritti civili americani: “Free at Last?”
Si tratta di una affascinante cronologia interattiva che copre il lungo periodo che va dagli anni ‘20 fino al cruciale 1968, esaminando a fondo per ogni decade gli eventi principali della lotta per i diritti civili degli afro-americani. Tra gli importanti capitoli esaminati, non mancano il Montgomery Bus Boycott, la Freedom Summer e la storia del Black Power. Ottima e ricchissima anche la natura delle fonti fornite, come questa fotografia del 1960 ben analizzata in ogni sua parte e che testimonia più di ogni altra cosa il clima di intolleranza di quei difficili anni. Free at Last è fornito in due versioni, l’enhanced, in Flash, oppure la standard in versione solo testo, ed include anche una sezione di quiz “multiple-choice” per testare la conoscenza dell’argomento.
Un sito vastissimo e pieno di utili nozioni per affrontare in aula uno dei temi più importanti della storia dei diritti civili.
Potevano i geniali e gentilissimi Lee e Sachi LeFever del celebre CommonCraft Show perdere l’occasione di preparare un simpatico paperwork sul loro tema nazionale del momento?
Ecco il complesso e avvicente meccanismo delle elezioni americane spiegate, come sempre, in parole semplici. Il video è disponibile anche sul sito ufficiale, su Vimeo, Teacher Tube e su dotSUB con utili sottotitoli.
Wetpaint è un sito che consente di creare “social websites“, ovvero siti completamente dedicati ad un tema particolare nello stile di Wiki a cui possono contribuire tutti con articoli, immagini e video (-> per saperne di più, date un’occhiata alla bella presentazione preparata dal geniale “CommonCraft Show”). Uno di questi “wiki” disponibili su Wetpaint è Group Art, che consente di creare personalissimi quadri alla Jackson Pollock, in stile Action Painting, e di salvarli sul sito per poterli mettere a disposizione di altri utenti per modificarlo, abbellirlo e ritoccarlo.
Il tool, davvero bello da vedere perché inserito in una cornice grafica che riproduce una parete di una strada, è ricchissimo di strumenti che riproducono lo stile pittorico moderno:
la paint ball per gli schizzi
vari tipi di pennelli e il rullo
la vernice spray, che se cliccata più a lungo riproduce perfino il colore che cola in eccesso
il Jackson P Brush che riproduce la tipicità dell’arte di Pollock
un text tool per scrivere simulando gli stencils
Disponibile anche la possibilità di inserire un’immagine raffigurandola come poster e naturalmente una comoda tavolozza per cliccare sul colore scelto prima di applicare i vari effetti. Una volta terminato il nostro “capolavoro”, che possiamo sempre azzerare e ricomincar daccapo cliccando su “”Start over“, potremo scegliere l’opzione “Save and send” per memorizzarlo e passarlo ad altri utenti del Wiki per permetter loro modifiche e ritocchi. Per salvare il nostro lavoro, non ho notato tasti particolari quindi vale la screen capture della schermata (cosa che ho fatto per salvare la foto del mio ignobile capolavoro che vedete all’inizio di questo post ).
Per trarre qualche ispirazione da un murales e modificarlo, dalla pagina iniziale del Wiki potremo scegliere le opzioni “Contribute” o “Browse”. Davvero tanti i bei progetti originali da ammirare.