Il diagramma a blocchi, detto anche flowchart, è una mappa concettuale sempre più diffusa per spiegare in maniera semplice i passi e le operazioni da seguire in sequenza, sotto forma di uno schema composto da blocchi e frecce.
E’ usato in tantissimi ambiti: in campo industriale per schematizzare i processi, in campo economico per visualizzare meglio i contenuti, in campo letterario per l’analisi di un brano e naturalmente in campo informatico – il primo che ho visto ed usato risale ai primi anni ‘90 per la progettazione di un piccolo programma in BASIC!
Ecco una proposta originale ideata dal blog Love all this per spiegarne l’utilizzo e il funzionamento: un diagramma a blocchi costruito sul testo dell’immortale canzone dei Beatles “Hey Jude” Molto carino anche quello ideato per un altro brano, famoso negli anni ‘80: “Total Eclipse of the Heart”. Due proposte grafiche originali da tenere da parte, assieme a Gliffy, uno dei numerosi tool che consentono di creare i diagrammi sul web.
Il sito globale di YouTube è oggi agghindato per le feste: il logo infatti riporta un piccolo ma esauriente post-it bianco con l’autorevole cifra di 1 miliardo, quanto sono i video visualizzati quotidianamente da 1/6 dell’intera popolazione del pianeta.
A dare l’annuncio ci ha pensato il giovanissimo Chad Hurley, co-fondatore di YouTube assieme a Steve Chen e Jawed Karim, e che proprio 3 anni fa, come ricorda, ha venduto il sito ad un altro gigante del web, Google, per la considerevole cifra di oltre 1 miliardo e mezzo di dollari. YouTube è stato fondato nel 2005 ed è cresciuto rapidamente soprattutto grazie al passaparola degli utenti. Purtroppo, pur svolgendo una meritevole funzione di utilità reale per visualizzare ricordi, bei video amatoriali o educativi, filmati divertenti, o per promuovere band, animatori e registi indipendenti, l’utilizzo errato da parte di tantissimi utenti ha prodotto comprensibili e molteplici critiche, soprattutto verso lo scarso livello di controllo del materiale proposto e della pessima abitudine, da parte dei nostri ragazzi, di filmare perfino la violenza gratuita…
Qualche curiosità sul sito più popolare del mondo:
il primo video caricato su YouTube è stato “Me at the Zoo” di soli 18 secondi e girato allo Zoo di San Diego da uno dei fondatori del portale
il video più visto in assoluto è da anni “Evolution of Dance”, con oltre 127 milioni di click
la versione italiana di YouTube, nel 2007, è stata annunciata da una discussa animazione ad opera di Piero Tonin e che, per quanto ben realizzato, fa leva sui soliti stereotipi negativi legati al Bel Paese con l’immancabile richiamo a mafia e spaghetti….
Per vedere il logo celebrativo di YouTube, bisogna raggiungere la sezione globale del sito e impostarla in lingua inglese: ecco un più comodo link diretto.
"Transl8it!" è sicuramente uno dei più curiosi traduttori online in lingua inglese in cui mi sono imbattuta e che, oltre ad essere utile, rappresenta di certo una simpatica novità per i nostri studenti.
Si tratta di traduttore simultaneo che rende comprensibili i messaggi in una lingua inglese assolutamente nuova e non di facile comprensione come quella usata da tanti utenti nelle chat, nei forum, negli sms e nei messaggi di 140 caratteri proposti da Twitter, fatta di strane maiuscole, numeri, caratteri speciali e diminutivi e ormai sempre più diffusa. Il nome stesso del tool gioca infatti sulla pronuncia del numero 8 (eight) e sull’assonanza della parola “translate”, ossia “traduci”. Usarlo è facilissimo:
nel primo box va incollato il testo da tradurre
scegliamo English to Lingo o Lingo to English a seconda dell’inglese in uscita
clicchiamo il tasto transl8it oppure clr se vogliamo ricominciare daccapo
Il tool visualizza anche il numero di caratteri usati nel messaggio in entrata e in uscita, ed è sicuramente utile a chi gestisce un account su Twitter in lingua inglese, segue blog o account internazionali o vuol saperne semplicemente di più su questo strano inglese del nostro tempo. Da suggerire ai nostri alunni per, ad esempio, simpatiche gare di traduzione, lettura e comprensione.
Oggi il logo di Google ci accoglie con un apparente strano effetto ottico simile ad una doppia L. In realtà si tratta del numero 11 quanto gli anni che compie proprio quest’oggi.
Fu il 27 settembre del 1998 che i giovanissimi Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell’Università di Stanford, fondarono quella che sarebbe stata una delle maggiori aziende al mondo del web. Oggi Google, il sito più visitato in assoluto, utilizza mezzo milione di computer per renderci possibile effettuare una ricerca su milioni e milioni di pagine web in pochi millisecondi. Da poche settimane, inoltre, l’azienda vanta il primato di essere la prima al mondo ad avere la propria pagina web protetta da brevetto per proteggere l’esclusività del suo design minimalista.
Ecco una brevissima e simpatica storia di Google fornita dai curatori del sito “Current_” ottima da mostrare ai nostri alunni:
"Surf the Internet Safely" è un sito molto utile a chi cerca testi in lingua inglese per introdurre i nostri alunni allo studio dei pericoli informatici.
In vari e chiari capitoli, offre in un’ottima forma testuale scritta in un inglese molto semplice da comprendere, nozioni tecniche aggiornate e notizie utili su ciò che sono diventate ormai parole inglesi di uso comune nel mondo dell’informatica: virus, worms, adware, spyware, Trojan Horses, crackers, spam e phishing. Per ognuno dei problemi informatici, vengono fornite chiare definizioni, curiosità sul nome e tante altre cose.
Ottimo da proporre agli studenti di scuola superiore alle prese con testi tecnici in lingua inglese e che troveranno l’argomento di sicuro interesse.
Bel documentario molto chiaro e schematico sulla storia del World Wide Web interamente realizzato con le PICOL icons, simboli in bianco e nero che spesso troviamo nella mappa caratteri di Windows.
Il video è disponibile in inglese con sottotitoli in varie lingue fra cui l’italiano. Per selezionarla, scegliete “Italian” dal menù a discesa accanto all’icona “sub”. Ottimo da mostrare ai nostri alunni per invitarli anche a produrre progetti video per esami e tesine sullo stesso stile.
Le reti sociali come Facebook, MySpace, o quelle create da Flickr, YouTube o Twitter sono una semplice moda passeggera da sottovalutare o sono realmente indice di una reale rivoluzione che cambierà per sempre il nostro stile di vita?
Ecco un bellissimo video che, con dati alla mano, ci spiega questi grandi cambiamenti che stanno investendo la nostra quotidianità e il nostro modo di comunicare. Davvero da non perdere.
Non è da molto che ho parlato di “Now”: è un originalissimo sito che presenta in maniera visuale le tante piccole o grandi cose che stanno succedendo nel mondo in questo momento attraverso tanti piccoli widgets cliccabili che registrano in tempo reale tante informazioni come:
il totale della popolazione terrestre, le nascite
le case costruite e le foreste distrutte, le auto e le bici prodotte
i soldi spesi per gli acquisti online, i video guardati in questo momento su YouTube
le parole più usate in rete, quelle più cercate in Google, le email inviate
In rete, ne ho trovato una versione in chiaro con la presenza più o meno identica degli stessi tipi di widget e che funziona nello stesso modo di quella scura originale. Per saperne di più, vi rimando nuovamente al post che gli dedicato qualche settimana fa.
“Now”è uno straordinario e originalissimo sito che presenta in maniera visuale le tante piccole o grandi cose che stanno succedendo nel mondo in questo momento.
La pagina è costruita con tanti piccoli widgets cliccabili che registrano in tempo reale informazioni come:
il totale della popolazione terrestre, le nascite
le case costruite e le foreste distrutte, le auto e le bici prodotte
i soldi spesi per gli acquisti online, i video guardati in questo momento su YouTube
le parole più usate in rete, quelle più cercate in Google, le email inviate
e tanto altro, comprese anche informazioni meteo, notizie, musica o curiosità come la quantità di bicchierini di caffé o di uova prodotte, le ciambelle consumate !, e varie webcam puntate su alcuni posti del mondo come le cascate del Niagara, la Statua della Libertà o la Casa Bianca. La pagina è tutta da scoprire e permette anche di aggiungere il nostro faccione alla lista di widget usando la nostra webcam (dal riquadro immediatamente accanto alle statistiche dei bicchierini di caffé). Molto carino anche l’”Internet Buzz Meter“, che permette di paragonare due cose decretando quale tra le 2 è la più cercata su Google.
Cliccando i widget sulla minuscola freccia che compare in basso a destra di ognuno, si accede ad altre informazioni. Per navigare nella pagina basta spostare il cursorse del mouse sulla barra inferiore nera; per risalire basta spostarlo nuovamente in alto sulla pagina senza cliccare. “Now” comprende anche un widget inseribile in siti e blog, in iGoogle e anche su altri siti: basta individuare il messaggio “Get the Now widget” (si trova al centro della pagina in prossimità del regalo di Natale), cliccarlo e copiare il codice fornito. Per cambiare le informazioni visualizzate nel riquadro, basta cliccare su “Shuffle”.
Un modo bello e originale per scoprire cosa succede nel mondo, adesso.
“Dabbleboard” è un tool molto interessante già popolarissimo su Internet e molto utile a noi insegnanti: si tratta di un lavagna interattiva online su cui è possibile disegnare in pochi click semplici schemi o mappe concettuali da salvare poi nel nostro hard disk come immagine oppure condividere con altri utenti.
L’interfaccia si presenta molto intuitiva con pochi e chiari comandi sulla barra strumenti:
la prima icona, New, serve a creare una nuova immagine oppure a cancellare tutto
la piccola freccia nera, Download, serve a scaricare in formato .gif il grafico creato
undo e redo sono i pratici comandi per annullare o ripetere un’operazione
la freccia orizzontale attiva o disattiva gli indicatori o le linee con cui collegare i vari box
i 3 tasti con la T attivano la grandezza del testo da inserire nei box, testo che possiamo anche colorare diversamente grazie alle 7 icone colorate presenti accanto
Disegnare un grafico è davvero semplicissimo, perché Dabbleboard comprende la tecnologia della “shape recognition”, capace di intuire una forma da uno scarabocchio: basta disegnare in maniera anche non precisa un quadrato, un cerchio o altre forme, e rilasciando il puntatore del mouse le vedremo ricreate in modo perfetto perché riconosciute in automatico dal tool. Analogo procedimento andrà bene per le frecce e linee, anche non rette. Cliccando i vari box disegnati, si attiveranno una cornice azzura e successivamente 4 opzioni in verde ai lati:
“move”, con una piccola intersezione di croci, per spostare i box
“replicate”, nell’angolo superiore destro, per duplicare il box creato e averne così una serie di dimensioni identiche
“scale”, angolo inferiore destro, per ridimensionare il box
“delete”, per eliminare il box
Altre opzioni possibili verranno visualizzate in una piccola scheda, con la possibilità di ruotare il riquadro, capovolgerlo o impostare dimensioni precise. Per scrivere nei box basterà cliccare al loro interno e cominciare a digitare il nostro testo; per ridimensionare la scritta creata o cambiarne il colore, basterà cliccare il testo. Per disegnare a mano libera c’è l’opzione “Freehand“, mentre le icone accanto “Insert document/image” permettono di integrare nel grafico anche documenti oppure immagini caricate direttamente da Internet o dal nostro hard disk.
Al termine, possiamo salvare l’immagine nel computer, salvarla nel sito di Dabbleboard per metterla a disposizione di altri utenti, oppure attivare l’icona “Share/chat” per scegliere altre utili opzioni, come l’invio via email o la creazione di un widget da incollare nei nostri blog. Previste anche altre funzioni avanzate, ma solo con l’iscrizione al sito.
Davvero un tool notevole da inserire tra i preferiti, da utilizzare per grafici, mappe, schemi, e integrare un domani anche con le SMART board (LIM) in arrivo piano piano ma finalmente nelle nostre scuole. Ecco un brevissimo video dimostrativo: